Venerdì 26 Marzo, Il Sole 24 Ore ha riportato un’interessantissima intervista di Gianni Riotta a Carlo Maria Martini. Ve la ripropongo, in formato super short con i passi per me più rappresentativi, oggi lunedì dell’Angelo, perchè sia per tutti voi spunto di maggiori riflessioni (spero!)!
G.R. ” Quando lei guarda i nuovi media, è più animato dalla speranza che conoscere la verità rende liberi oppure più preoccupato dalla scelta delle tenebre’”
C.M.M. ” Sono piuttosto contento che i media ci siano, siano molto ampliati: io stesso ne faccio uso molto volentieri, quindi mi muove di più la fiducia che i media creino ponti tra la gente. Poi si possono anche usare male, però lo scopo di comunicare è molto bello.”
G.R. ” … qualche anno fa Lei aveva parlato di televisione e radio come elementi di un Cantico delle Creature della comunicazione del nostro tempo. Internet, i nuovi media possono fare parte di questo universo?”
C.M.M. ” Si, certamente ne fanno parte perchè il progetto di Dio è un progetto comunicativo, cioè ampliare la comunione tra uomini, e anche il progetto eterno di Dio sarà una grande comunione di tutti con tutti…” e poi continua “ritengo che questi media mettono le persone anche molto isolate (in Africa e nei paesi in via di sviluppo) in comunicazione con un mondo più vasto. Quindi ritengo che è una benedizione di Dio…”

Carlo Maria Martini
G.R. “Parlando di internet Lei cita Platone… Da quali teorie deriva internet?”
C.M.M. ” In verità non saprei dire, però la Lettera a Diogneto è molto importante (La Lettera a Diogneto, un testo cristiano del II secolo di autore anonimo,dice che i cristiani nè per ragione, nè per voce, nè per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti non abitano città proprie, nè usano un gergo che si differnzia, nè conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, nè essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri… Vivono nella loro patria come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è una patria loro, e ogni patria è straniera).”
G.R. “Lei ha passato la sua vita nelle biblioteche. Dia un consiglio ai ragazzi che si siedono davanti a internet e hanno la biblioteca di tutto il sapere del mondo a portata di tastiera.”
C.M.M. “E’ lo stesso, come in una biblioteca grande, dove ci vuole un criterio di scelta. Non posso andare in biblioteca e prendere i libri così a caso. Devo sapere cosa voglio, qual’è la via che debbo seguire, quali sono le persone che posso ascoltare. Quindi credo che i giovani debbano fare molta attenzione ai motivi della loro scelta.”