Archivi per la categoria ‘Una nuova era’

Ipad vs Ozio: il caso del Sig. Bregman

venerdì, 30 luglio 2010

Ipad di AppleQuesto è lo strano caso del Sig. Peter Bregman, consulente ed autore della prestigiosissima Harvard Business Review, che dopo una settimana con il magico Ipad, lo ha riportato al negozio!…

“il problema non era l’Ipad, anche se ha dei piccoli nei. NO, il problema ero io!”, ovvero, il Sig. Peter si sentiva in disagio per l’eccessiva facilità dello strumento. “E’ troppo ben fatto! ed alla fine non ci sono mai 5 minuti liberi”.

Il Sig. Bregman conclude: “Voglio annoiarmi di nuovo perchè la noia è una cosa preziosa che costringe la mente a vagare alla ricerca di qualcosa di eccitante ed interessante. La noia è la chiave per la creatività.”

Personalmente sono divertito dall’atteggiamento del Sig. Peter, che ha trovato la forza di dire basta all’ossessione di riempire tutti gli spazi della giornata (internet, blog, zapping alla tv…)  e soprattutto il coraggio di staccarsi da un oggetto status simbol così forte e trendy! Ma  vorrei suggerirgli (chissà se mi leggerà?!??!!) che come disse Milan Kundera “nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo, è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca. L’ozio invece è la sapienza dellla lentezza, il conoscere a meraviglia la tecnica del rallentando”. Quindi è giusto non essere più schiavi degli impegni, ma attenzione ozio non è noia. La noia uccide, l’ozio ci rende creativi! Bisogna insomma concedersi più spazio per ritornare a “gustarsi” con calma e pacatezza la vita!

Prosit!

Le super tette! Nuove tecnologie per sfruttare il sesso femminile

venerdì, 30 luglio 2010

Aphrodite di MazingaQuesto che vi vado a raccontare ha veramente dell’incredibile!… Vi ricordate Afrodite A, il robot-compagna di lotte stellari di Mazinga Z, che sparava tette perforanti? Ecco, la notizia che ho trovato su Sette del Corriere della Sera, mi ricorda un pò quel tipo di donna robot!

Oggi infatti  il seno femminile è diventato oggetto di studi scentifici sulle nuove fonti rinnovabili! Da non crederci! Ma è proprio così…

Due sono gli esperimenti in corso:

1. produrre energia dall’ondeggiamento delle “tette” (se grosse meglio)! (San Francisco)

2. installazione di micro pannelli solari sul reggiseno (anche qui se abbondanti… meglio)!  (Giappone)

Femministe ribellatevi…!!!!! dopo la donna oggetto stile veline, c’è una nuova frontiera: la donna carica batteria per il proprio cellulare o Ipod!!!!!!

ASSURDO!

Immobilità e caos

lunedì, 21 giugno 2010

Il capo mi ha passato un articolo sulla curiosa storia del santone indiano Prahlad Jani, un signore indiano di 83 anni il quale sostiene di sopravvivere da 70 anni senza cibo nè acqua. Com’è possibile?

La pratica asIl santone indianocetica di Prahlad Jani è nota come breatharianismo (da breath, respiro in inglese) e consiste nel raggiungere il dominio assoluto delle proprie facoltà corporee, consentendo di sopravvivere cibandosi unicamente d’aria, di luce o di prana, l’energia vitale dell’induismo. Nell’articolo si fanno diverse ipotesi sulle capacità del santone, si parla della benedizione di una dea, del potere della meditazione e della ghiandola pineale (il misterioso terzo occhio). Quello che è sicuro è che per capirci un po’di più, Prahlad è stato studiato da uno staff di 30 persone e tenuto in stretto isolamento sorvegliato da telecamere a circuito chiuso e sembra effettivamente in buona salute.

La storia del vecchietto mi lascia un po’scettica ma è comunque interessante, quello che però fa riflettere, al di là del digiuno, è la completa immobilità di Prahlad, la sua fissità, la sua riduzione a zero del consumo. La conclusione è che il santone risulta essere in salute e con i medesimi parametri fisici di un 25enne.

Non so come sia possibile tutto questo ma mi vien comunque da chiedermi: saremo per caso noi immersi nella nostra società caotica dettata al consumismo e ad essere dalla parte sbagliata?

Nokia vs Apple: due filosofie completamente diverse

mercoledì, 16 giugno 2010

I miei complimenti a Luca De Biase, giornalista de Il Sole 24 Ore,  che il 2 Giugno scorso ha scritto un meraviglioso articolo sulla nuova visione di Nokia dopo il successo dell’Iphone di Apple.

Riporto qui di seguito alcuni passaggi secondo me fulminanti e distintivi:

Marko Ahtisaari, capo della sezione design di Nokia, è incaricato a stendere la sceneggiatura del sequel di Nokia dopo il film “Iphone”.

Marko Ahtisaari NokiaLa Nokia continua a vendere 12 volte di più di Apple, ma ottiene una frazione dell’attenzione conquistata dall’azienda californiana sui media. Il tema non è più quello di vender buoni prodotti ma riconquistare la leadership culturale! Apple è riuscita a ridefinire il business dei cellulari, facendolo diventare un insieme di qualità del design, semplicità e quantità di funzioni, emozione dei contenuti, utilità dei servizi online. Apple ha attivato un  nuovo mercato quello delle applicazioni.

Ahtisaari, dal canto suo, passa metà del suo tempo a pensare come ridefinire la relazione tra i telefonini e chi li usa. “Guardo le persone al ristorante. Chine sul loro cellulare, disattente nei confronti degli altri commensali. E penso che c’è qualcosa da migliorare. Per me è più importante che le persone si guardino negli occhi, e che il cellulare se ne stia al suo posto”. L’esperienza offerta dagli smartphone attuali è “immersiva” (si concede alla macchina tutta l’attenzione)…. Nokia non è stile di vita. Nokia serve e facilita la comunicazione tra le persone!

Il progetto di Ahtisaari sembra chiaro. La realizzazione è tutta da vedere.

Ho poco da aggiungere ad un già così esaustivo pezzo di giornalismo. Vediamo cosa la grande azienda finlandese è in grado di fare. Avanti Europa!

L’iPad di nonna Virginia

lunedì, 7 giugno 2010

…e ancora a proposito di iPad, ho trovato molto tenera la notizia che ha fatto il giro del mondo della 99 enne Virginia Cambell dell’Oregon che grazie al nuovo nato di casa Apple, è tornata a due dei suoi più grandi piaceri: leggere e scrivere.

L’anziana signora nonostante soffra di glaucoma, malattia che le impedisce di vedere bene, ha iniziato a scrivere poesie e a guardare le foto proprio grazie alla possibilità che dà l’iPad di aggiustare la luminosità della pagine e aumentare la grandezza dei font con qualche semplice tocco dello schermo.

L’iPad si è dimostrato essere uno strumento semplice, immediato ed intuitivo anche per una nonnina che non ha mai avuto un computer prima d’ora.

Scettici o meno nei confronti dell’iPad (e di questa pubblicità gratuita ad Apple), bisogna convenire che la vicenda della nonnina americana oltre ad essere tenera (guardatevi il video qui sotto) è una bell’esempio che fa pensare a come il progresso tecnologico si abbia davvero quando la tecnologia è alla portata di tutti.

La donna è stata così contenta del suo nuovo regalo da aver composto un limerick (brevi versi con regole molto rigide) in suo onore:

To this technology-ninny it’s clear
In my compromised 100th year,
That to read and to write
Are again within sight
Of this Apple iPad pioneer.

Quando la tecnologia aiuta e non rende schiave le persone può solo essere utile, o no?

Un IPAD tra le mani…

domenica, 30 maggio 2010

Venerdi scorso ho avuto la fortuna di giocare con la nuova tavoletta della Apple, l’IPAD! Oggetto di design magnifico… proprio un bel giocattolo… ma sicuramente non una rivoluzione tecnologica.

Apple conferma di essere mille anni avanti rispetto ai concorrenti quanto a design; nuovamente ha creato un oggetto di culto tanto che  la moda stessa si sta adeguando… creando giacche, gillet, ed abiti  con specifiche tasche (più larghe) per portare sempre con sè questo non tanto piccolo strumento.

John Elkann scrive sul  Il sole 24 ore “Più comodo del PC, ma il libro resisterà”…cosa vorrà dire? Bè secondo me non lo sa neanche lui… perchè in effetti l’articolo parla di tutt’altro; da bravo editore fa sapere che “la Stampa” è al lavoro (…un pò in ritardo rispetto a Corriere della Sera e Il sole 24 ore) per modificare il proprio sito e creare una versione, chiaramente a pagamento per l’IPAD! Mah!!!!!

Concludo con una citazione: Edoardo Segantini scrisse sul Corriere della Sera “L’IPAD come la Wii-Fit: avrà successo perchè se ne può fare a meno”. Battuta ripresa da una vignetta dell’Herald Tribune dove si vede Steve Jobs che con l’indice ieraticamente sollevato, davanti una platea fitta di fedeli, promette “semplificherà molte cose che prima non avete mai dovuto fare!”.

Buon divertimento!

Contadini e pastori 2.0

lunedì, 3 maggio 2010

Alzi la mano chi ha un account di Facebook e non è stato contagiato dalla Farmville-mania. Io penso che siano ben pochi i “non Farmville dipendenti”.
Fonti ben più attendibili della sottoscritta Cresta dell’Onda testimoniano che il successo di questa applicazione che consente di diventare un contadino virtuale con tanto di appezzamento da coltivare e mucche da mungere, non conosce ancora una curva di discesa. Anzi! Numeri alla mano, gli utenti sono qualcosa come 80 milioni, il 5 per cento dei quali proviene dall’Italia. Insomma sembra che i contadini virtuali italiani siano quarti al mondo per numero dopo Stati Uniti, Gran Bretagna e Turchia (dati forniti direttamente da Zynga, la società che produce FarmVille).
L’enorme successo di questa applicazione è da leggersi in diversi fattori: da un lato nella viralità insita nel gioco stesso, della serie “vuoi non avere i pezzi per costruire l’orto botanico?” o anche “tento di superare il livello del mio vicino di fattoria”… insomma la moda del gioco, vuoi o non, ha contagiato un po’ tutti.
Non ne è rimasto indifferente a questo successo neanche Bing, il motore di ricerca di Microsoft, che ha visto nell’applicazione la possibilità di ampliare ed aumentare la propria utenza. Per far questo Microsoft ha offerto del denaro virtuale gratis da usare per migliorare la propria fattoria in cambio della registrazione alla fan page di Bing su Facebook. Esperimento riuscito: i fan sono quintuplicati in poco tempo.

Che gli orti e le fattorie siano tornate di moda non è una novità: da tempo i telegiornali ci propongono questa nuova tendenza per cui in tempo di crisi economica sembra che ritorni di moda coltivare un piccolo appezzamento, anche solo sul balcone, in modo da risparmiare un po’ sugli acquisti al supermercato. Ma per chi è estraneo a Farmville e trova il gioco lento e noioso o per chi non ha un balcone non si disperi: ci sono molte altre soluzioni per diventare contadini.

Un progetto molto interessante è per esempio Le verdure del mio orto. Nato dall’idea di tre fratelli coltivatori di Santhià, dà la possibilità a tutti di gestire il proprio orto in remoto. Sul sito infatti, ci sono vari step che permettono di personalizzare al massimo il proprio orto: dalle dimensioni, alle verdure che si vogliono piantare, con tanto di possibilità di scegliere le proprie aiulole e gli accessori (lo spaventapasseri con la foto del viso del proprietario è geniale!). Insomma una volta dopo aver terminato i vari step e avere pagato un canone annuo, si può seguire la crescita dell’orto sul web fino a quando vi verranno consegnati a casa i prodotti del vostro orto direttamente dai coltivatori.

Un’ultima chicca sempre in tema di campagna 2.0 è un progetto di e-commerce e micro web-tv del pastore sardo Emilio Cuncas e della sua famiglia. Tramite il sito Sardinia Farm si può infatti adottare una pecora a distanza e magari anche regalarla ad amici e parenti. Il regalo viene subito palesato con uno scatto fotografico della pecora in via digitale e nei mesi successivi all’adozione si riceveranno forme di pecorino fino a 20 kg.

Insomma… ritorno alla genuinità e alla tradizione ma rigorosamente davanti al pc!

Adottiamo una cabina telefonica prima che sia troppo tardi!

mercoledì, 21 aprile 2010

Il mio primo post sul blog dell’Onda di Neveralone parte con un argomento che mi sta particolarmente a cuore e penso che tocchi un po’ tutti coloro che hanno dai vent’anni in su. Di cosa sto parlando? Del destino che a breve toccherà alle nostre care vecchie cabine telefoniche. Ebbene sì, sembra che nel giro di 4 o 5 anni sarà difficile trovarne ancora in giro dato che presto verranno tolte dalle strade e dalle piazze della nostra penisola.
Dati alla mano si legge che l’anno scorso sono state effettuate solo 3 telefonate al giorno nell’80 per cento delle cabine telefoniche pubbliche. Un numero troppo scarso per giustificare la presenza dei 130 mila apparecchi sparsi in tutta Italia. Rimarranno per legge in luoghi pubblici come aeroporti, ospedali, uffici statali, carceri e scuole, insomma dove è vietato usare il cellulare.

Cabina telefonica

Che le vecchie cabine siano state surclassate dai cellulari e dalle nuove tecnologie non è una novità per nessuno. Anche in Gran Bretagna, dove hanno certamente un fascino maggiore grazie al loro caratteristico colore rosso, stanno diminuendo sempre di più visto che le chiamate che vengono effettuate in un giorno sono davvero poche. E se la maggior parte dei paesi si prepara a dire addio alle vecchie cabine, a Parigi prende il via a un test per le cabine telefoniche di nuova generazione, con accesso a internet.

Sembra che ci avviciniamo davvero alla fine di un’epoca e al tramonto uno dei simboli dell’adolescenza per quella parte di italiani che, come me, non sono cresciuti con il cellulare in mano. Ma per i veri nostalgici una soluzione sembra ancora possibile: sessanta giorni prima delle rimozione, su ogni cabina apparirà un cartello che avviserà dell’imminente rimozione: se qualcuno desidererà opporsi potrà farlo rivolgendosi all’Agcom (l’Authority per le comunicazioni) via telefono (a un numero che sarà indicato) o via email (scrivendo a cabinatelefonica@agcom.it). Il Garante, a quel punto, prenderà in considerazione le richieste e, se riterrà utile la presenza del telefono pubblico in oggetto, bloccherà i lavori di smantellamento.

Non ci resta che adottare una cabina!

La mia peggiore ossessione…

lunedì, 12 aprile 2010

Vi giuro che questa è l’ultima volta che ne parlo… anche perchè credo che sia veramente arrivato il momento che mi liberi da questa vera e propria ossessione (almeno spiritualmente parlando!)


MURDOCH getting
lonely inside his walled garden: così recita un articolo apparso settimana scorsa su Gigaom, il mio blog preferito… L’ottantenne, definito da Zachary Adam Cohen “a visionary who lost his vision”, di nuovo all’attacco non solo di Google ma ora anche di Yahoo e Microsoft. “We are going to stop people like Google or Microsoft or whoever from taking stories from nothing… there is a law of copyright and they recognise it. They take (news content) for nothing. They have got this very clever business model”… così Murdoch riferiva nell’ultima intervista rilasciata sollevando nuovamente la necessità di far pagare le notizie online… però per ora è l’unico ad aver bloccato i  contenuti della propria testata online…Continua imperterrito per la sua strada come un bulldozer… speriamo per lui che un giorno si fermi, si volti e si accorga di essere rimasto da solo! Good luck my dear obsession!

Wifi, l’Italia e la Legge Pisanu

lunedì, 5 aprile 2010

Era di qualche giorno fa l’articolo “Wifi, che paura!”, di Nova24 (inserto del giovedi del Sole 24 Ore). Di nuovo il tema dell’arretratezza italiana in tema di accessi liberi ed aperti ad internet, e questa volta per colpa di una misura antiterrorismo, come prevede la legge Pisanu 155/2005.

Per chi non conosce l’argomento, questi i punti chiave:

1. In Italia nessuna biblioteca, azienda privata o pubblica può dare libero accesso alla propria rete wifi se prima non ha fotocopiato o scansionato il documento di identità dell’utilizzatore, si è attrezzata per controllare gli accessi alle singole postazioni ed i software utilizzati dagli utenti; inoltre è obbligata a registrare anche le informazioni relative alla navigazione degli utenti ed a vietare l’utilizzo della chat.

2. La Legge Pisanu 155/2005 non è stata una direttiva europea: pertanto ad oggi l’Italia è l’unico paese in Europa ad avere un regolamento così severo e ristrettivo sull’utilizzo delle reti Wifi aperte. Non per niente in Francia ci sono 5 volte le reti Wifi esistenti in Italia!

3. Nemmeno Il Patriot Act USA, approvato dopo 11 Settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette ad Internet da una postazione pubblica, o da rete pubblica. A quanto pare per la sicurezza Americana questo non rappresenta un rischio alla sicurezza nazionale.

In pratica, come scrive Luca Salvini, “la differenza è tutta nel benvenuto: a New York -si accomodi le spieghiamo come fare a collegarsi-, a Milano -se proprio lo devi fare fallo, ma senza il tuo laptop, e sappi che ti spiamo-.”

Sul finire del 2009, è nata anche una carta per la liberazione del Wifi italiano: imprenditori, politici, manager, blogger, giuristi e altri hanno firmato per proporre un testo alternativo al Decreto Pisanu,  per evitare che il Wifi venga strozzato ancora dalle misure questurine in vigore. Per alcuni questa è “una boiata“; io ritengo invece che la realtà dei fatti è qui di fronte agli occhi di tutti, e soprattutto di quelli che sfoggiano Ipod touch, Iphone…ed a breve Ipad… in Italia è rarissimo trovare un Hot spot, libero, aperto, accessibile e soprattutto gratis… mentre  a New York e non solo è difficile scegliere tra le numerose reti disponibili!