Questo è lo strano caso del Sig. Peter Bregman, consulente ed autore della prestigiosissima Harvard Business Review, che dopo una settimana con il magico Ipad, lo ha riportato al negozio!…
“il problema non era l’Ipad, anche se ha dei piccoli nei. NO, il problema ero io!”, ovvero, il Sig. Peter si sentiva in disagio per l’eccessiva facilità dello strumento. “E’ troppo ben fatto! ed alla fine non ci sono mai 5 minuti liberi”.
Il Sig. Bregman conclude: “Voglio annoiarmi di nuovo perchè la noia è una cosa preziosa che costringe la mente a vagare alla ricerca di qualcosa di eccitante ed interessante. La noia è la chiave per la creatività.”
Personalmente sono divertito dall’atteggiamento del Sig. Peter, che ha trovato la forza di dire basta all’ossessione di riempire tutti gli spazi della giornata (internet, blog, zapping alla tv…) e soprattutto il coraggio di staccarsi da un oggetto status simbol così forte e trendy! Ma vorrei suggerirgli (chissà se mi leggerà?!??!!) che come disse Milan Kundera “nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo, è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca. L’ozio invece è la sapienza dellla lentezza, il conoscere a meraviglia la tecnica del rallentando”. Quindi è giusto non essere più schiavi degli impegni, ma attenzione ozio non è noia. La noia uccide, l’ozio ci rende creativi! Bisogna insomma concedersi più spazio per ritornare a “gustarsi” con calma e pacatezza la vita!
Prosit!









