Ore 8:15 davanti la mia tazza di thè sfoglio il giornale… ma vista la dimensione del tavolino del bar opto per leggere l’inserto Sette del Corriere della Sera. Dopo 20 pagine di calcio, calcio mercato ed allenatori in arrivo o in partenza, e la sonnolenza che si fa risentire, approdo a pagina 52 con un titolo da brividi “Vi spiego cosa vuol dire vivere trans”, di Giancarlo Dotto. 3 pagine dedicate alla escort trans Efe Bal con racconti pesantemente porno, disgustosi e non da settimanale del Corriere della Sera; e non è finita il giornalista dopo aver dato fin troppo spazio ai racconti in virgolettato di questo ibrido animale da baracconi ( il trans infatti ha già partecipato a tutte le trasmissioni tv possibili!),ne promuove sia il sito internet (vietato ai minori) sia il libro (che casualmente è edito da Mondadori)! VERGOGNA!!!!!!! Questo è favoreggiamento alla prostituzione!!!!! Va bene integrare i transgenders nella società di oggi cercando di superare tutte le difficoltà sociali e culturali, ma ritengo sbagliatissimo raccontare di questi, quelli che adorano vendersi per sesso a dei deviati mentali come se fosse la cosa più normale del mondo che padri di famiglia amino farsi sodomizzare da una “donna”. Giornalisti, cronisti BASTA!!!!!!!!!!!!!
Completamente amareggiato e disgustato volto pagina…Intanto il mio thè si raffredda… ma meglio così ho i bollori addosso (e giuro non sono in andropausa)!
Pagina 56… una enorme foto a due pagine con un dolce viso di mamma con a lato il suo cucciolo appena nato… ed il titolo “Sierra Leone, dove si muore ancora di parto. Così” di Edoardo Vigna… non capisco… sfoglio con attenzione osservando tutte le foto… e… incredulo, basito, addolorato… ed infine disgustato…l’articolo è il reportage fotografico della morte di una giovane mamma, mamma Sessay, che dando alla luce i suoi due cari gemellini, muore di emorragia. Ma è giusto secondo voi pubblicare una sequenza di morte? e soprattutto di una giovane mamma che lo fa per amore dei suoi piccoli?
Io non approvo.
E soprattutto non condivido la scelta del direttore Giuseppe di Piazza e dei suoi capi di associare i due articoli… posizionandoli così vicini.
Signori mi avete fatto provare veramente disgusto!
Mamma Sessay, riposa in pace.