Il capo mi ha passato un articolo sulla curiosa storia del santone indiano Prahlad Jani, un signore indiano di 83 anni il quale sostiene di sopravvivere da 70 anni senza cibo nè acqua. Com’è possibile?
La pratica as
cetica di Prahlad Jani è nota come breatharianismo (da breath, respiro in inglese) e consiste nel raggiungere il dominio assoluto delle proprie facoltà corporee, consentendo di sopravvivere cibandosi unicamente d’aria, di luce o di prana, l’energia vitale dell’induismo. Nell’articolo si fanno diverse ipotesi sulle capacità del santone, si parla della benedizione di una dea, del potere della meditazione e della ghiandola pineale (il misterioso terzo occhio). Quello che è sicuro è che per capirci un po’di più, Prahlad è stato studiato da uno staff di 30 persone e tenuto in stretto isolamento sorvegliato da telecamere a circuito chiuso e sembra effettivamente in buona salute.
La storia del vecchietto mi lascia un po’scettica ma è comunque interessante, quello che però fa riflettere, al di là del digiuno, è la completa immobilità di Prahlad, la sua fissità, la sua riduzione a zero del consumo. La conclusione è che il santone risulta essere in salute e con i medesimi parametri fisici di un 25enne.
Non so come sia possibile tutto questo ma mi vien comunque da chiedermi: saremo per caso noi immersi nella nostra società caotica dettata al consumismo e ad essere dalla parte sbagliata?


